Quel caldo piccolo stagno

Strano cIMG_0748ome le immagini riescano ad evocare sensazioni e pensieri diversi a seconda dell’osservatore. Ho scattato questa foto in una spiaggia del Salento pochi giorni fa e sebbene sia semplicemente una piccola pozza d’acqua fra le rocce scaldate dal sole, l’ho trovata di una bellezza straordinaria. Il pensiero è volato immediatamente a “Quel caldo piccolo stagno – A warm little pond” che Darwin aveva immaginato come culla della vita primordiale.

Darwin nella sua grande intelligenza, nel libro piu’ discusso della storia, “L’origine delle specie – The origin of species“, non fa mai direttamente cenno a ipotesi sull’origine della vita, come erroneamente molti pensano, ma illustra semplicemente e con acutissimo senso d’osservazione i principi della selezione naturale. Ma ad un suo amico, Joseph Hooker si confida e sembra quasi bisbigliare: ” Se (e oh, che grande se) potessimo realizzare, in qualche piccolo caldo stagno, con tutti i tipi di sali fosforici e ammoniacali, luce, calore, elettricità etc., che una proteina si formasse chimicamente, pronta per subire cambiamenti ancora piu’ complessi, al giorno d’oggi tale materia sarebbe istantaneamente divorata o assorbita, cosa che non sarebbe accaduta prima che le creature viventi si fossero formate – if (& oh what a big if) we could conceive in some warm little pond with all sorts of ammonia & phosphoric salts,—light, heat, electricity etc. present, that a protein compound was chemically formed, ready  to undergo still more complex changes, at the present day such matter would be instantly devoured, or absorbed, which would not have been the case before living creatures were formed.” 

Sentite l’emozione con la quale scrive queste parole? La curiosità lo divora, vorrebbe sapere, vorrebbe vedere in quel medesimo istante l’inizio di quell’evoluzione chimica che ha generato le prime molecole per poi proseguire ed evolversi nella biosfera che conosciamo oggi. Oggi sappiamo che questo famoso esperimento, tentato da Miller in poi da numerosi scienziati è sostanzialmente impossibile. Abbiamo tracce, indizi, sospetti, ma per riuscire a ricreare quelle condizioni iniziali, non abbiamo un laboratorio abbastanza grande come il pianeta Terra. D’altronde lo stesso Darwin definisce la potentissima Selezione Naturale per distinguerla da quella poco piu’ che amatoriale praticata dall’uomo.IMG_6034

I have called this principle, by which each slight variation, if useful, is preserved, by the term of natural selection, in order to mark its relation to man’s power of selection. […] But natural selection, as we shall hereafter see, is a power incessantly ready for action, and is as immeasurably superior to man’s feeble efforts, as the works of nature are to those of art.

A volte penso a come sia strano che comunemente molti Enzimi (molecole per lo piu’ proteiche, con funzioni catalitiche) hanno nel loro sito attivo uno o piu’ atomi di metallo, in particolare Zinco. Penso sia strano perchè lo zinco non è poi cosi abbondante e diffuso nella crosta terrestre; e allora puo’ essere che in quel piccolo stagno caldo, ad un certo momento, si sia presentata un’alta concentrazione di Zinco, o magari sto solo facendo inutili speculazioni, perchè lo Zinco puo’ semplicemente essersi mostrato il metallo piu’ adatto.

Ancora oggi il lavoro di questo grande Scienziato è fonte di tante polemiche, in cui non ho la minima intenzione di addentrarmi, ma c’è ne una invece che ritengo molto interessante discutere. Ricorderete forse alle scuole medie quando vi hanno spiegato l’evoluzione per la prima volta e in particolar modo, la differenza fra l’evoluzione intesa da Darwin e quella intesa da Lamarck, cioè fra la selezione naturale basata sulla maggior possibilità di sopravvivere e di procreare del piu’ forte e quella della trasmissione diretta dei tratti evolutivi. Per essere piu’ chiari, viene sempre riportato l’esempio del collo della giraffa… Per Darwin, le giraffe con il collo piu’ lungo hanno avuto accesso a piu’ cibo sugli alberi piu’ alti, di conseguenza hanno avuto piu’ possibilità di sopravvivere e riprodursi, per Lamarck invece, il continuo stiramento del collo delle giraffe che si allungavano per avere accesso alle foglie piu’ alte generava un cambiamento che si trasmetteva anche alla progenie.

La Storia diede IMG_6037ragione a Darwin, ma a distanza di anni, con l’avvento dell’Epigenetica, si scopre che in fondo Lamarck non aveva cosi torto! Epi-genetica, dal greco, sopra la genetica, studia quei cambiamenti (in particolar modo a livello degli Istoni, molecole proteiche che avvolgono il DNA) che influenzano caratteristiche ereditabili del fenotipo e non il genotipo. Questi cambiamenti sono generalmente causati da fattori ambientali ed esterni.

E’ interessante osservare come l’Epigenetica, molto di moda oggi, nel passato fu studiata in maniera piu’ approfondita, solo negli ex paesi del blocco sovietico. Infatti la filosofia comunista non accettava la teoria evoluzionistica di Darwin, che secondo la loro interpretazione contrastava con il principio di uguaglianza degli uomini. Impressionante come le ideologie possano influenzare anche il corso della Scienza !

Beh… tutto cio’ solo perchè ho visto una bella pozza d’acqua… quindi non esagero e mi fermo qui. Chissà cosa ne penserebbe di tutto cio’ il Dodo, animale simbolo dell’estinzione?  “Please! Extinction… is not the end of the world!

 

 

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