Se Gesu’ Cristo avesse trasformato l’Acqua in Coca Cola

IMG_6967Specifichiamolo subito, questo post non vuole in alcun modo fare riferimento ai miracoli di Nostro Signore, e nemmeno alle virtu’ rinfrescanti della bevanda piu’ famosa del mondo, specialmente perchè nel Vino c’è sicuramente molto piu’ Spirito di quanto ce n’è potrà mai essere nelle pubblicità natalizie della Coca Cola. Questo paradosso pero’ mi salto’  in mente, per la prima volta, in un viaggio in Messico, dove compresi finalmente, non il valore del Vino o della Coca Cola, ma quello dell’Acqua.

Ebbene si… Acqua… H2O… Chiare fresche e dolci acque…. etc etc. Quella sostanza di cui siamo composti almeno al 70%, quel diritto umano che manca in molti paesi africani, quel bene pubblico che in Italia qualcuno vorrebbe tanto rendere privato. In Messico bisogna stare molto attenti a bere la comune acqua di rubinetto, non solo per la classica vendetta di Montezuma che nel migliore dei casi ti costringerebbe a passare una settimana chiuso dentro il cesso, ma la possibilità di prendere malattie ben piu’ gravi. Non stiamo parlando del Messico turistico, quello delle gabbie dorate per turisti ubriachi sulle spiagge di Cancun, ma di quello di piccoli poveri villaggi, i Pueblos, dove l’acqua non arriva e ci sono i cartelli di fare attenzione alle pozze d’acqua infestate da zanzare portatrici di Dengue.

L’acqua proprio non c’è, o costa cara, ma cosa puoi trovare ovunque? Anche nel piu’ sperduto pueblito del messico piu’ verace? Coca Cola…. Coca Cola o Pepsi ovunque!! Ma come è possibile? Non lo so… Per favore non prendetemi adesso per uno che vuole criticare le multinazionali, per carità… diciamo anche questo subito: A me la Coca Cola piace!! La bevo con gusto e mi piace particolarmente la Coca Zero, mentre la Light mi fa un po’ schifo… va a sapere perchè. Ma facciamo una Standing Ovation alla Logistica della Coca Cola!! Ma come fanno a raggiungere gli angoli piu’ remoti del pianeta, dal Deserto dei Gobi alla Foresta Amazzonica, mentre antibiotici, antimalarici, acqua e cibo non riescono ad arrivare? Questo paradosso ha dell’incredibile! Vedete quel chiosco nella foto? Ce n’è sono ovunque, vendono pure acqua, che pero’ costa quanto la Coca Cola… capite bene che se bisogna spendere la stessa cifra o poco piu’ non prendo della semplice acqua, con il risultato che la popolazione messicana è fra le piu’ obese ed afflitte dal diabete.

L’acqua è anche cultura, tradizione. In Irlanda per esempio, la famiglia presso la quale risiedevo aveva la cattiva abitudine di non usare acqua, ma sempre acqua con l’aggiunta di qualche polverina al gusto di fragola (che a me faceva sboccare, ma non dicevo nulla, erano cosi gentili), mentre in Francia persino al Ristorante puoi chiedere una Caraffa d’Acqua di rubinetto e il cameriere non farà una piega, servito gratuitamente di acqua fresca con i commensali che si riempiranno il bicchiere a vicenda come atto di cortesia. Stranamente pero’ la Francia è la maggiore esportatrice di acqua… Evian, Volvic… etc. Mah…

In Italia invece la cultura dell’acqua è tale che non chiederesti mai una caraffa d’acqua, anche se sai benissimo che nella maggior parte dei casi si tratta di acqua buonissima. Sei andato al ristorante e vuoi fare la figura del pezzente chiedendo l’acqua del rubinetto come da bambini al chiosco sulla spiaggia? No! Ti fai portare una bella San Pellegrino (proprietà di Nestlé), che ha fatto un migliaio di km, producendo tanta anidride carbonica, per raggiungere la tua tavola.

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Tornando al Messico, se vi trovate nello Yucatan, potreste andare a visitare i famosi Cenotes. Sono delle riserve d’acqua naturali considerate sacre dai Maya, in quanto in quei luoghi privi di fiumi e con lunghe stagioni aride, l’acqua rappresenta davvero la vita, qualcosa di sacro. E oggi per pochi spiccioli ti ci puoi fare il bagno!! Quando mi hanno chiesto se volevo immergermi con gli altri turisti sono rimasto un po’ scioccato…  Il posto era bellissimo, un piccolo ecosistema isolato, con i pesciolini che nuotavano nell’acqua pura e sacra per gli antichi Maya… fino all’arrivo di una vagonata di turisti che ben spennellati di Autan e creme antisolari vi si immergono come un branco di ippopotami diarroici.

8725316039_7c22be7c31_oEffetti del turismo di massa, come in Messico, cosi in tanti altri luoghi. Per esempio, in Islanda quando visitai il ghiacciaio Eyjafjallajökull (e adesso pronunciatelo!), scopri’ la possibilità di effettuare escursioni sopra il ghiacciaio con un 4×4… capisco che ci sono km e km quadrati di ghiacci… ma anche quelle sono riserve naturali, perchè devo andarci a sgommare col Suv?

Ora poichè all’inizio del mio Blog mi ero seriamente impegnato ad essere propositivo e non solo critico, mi ripropongo di fare tutte quelle belle cose che dovrebbero diventare buone abitudini per il consumo del nostro bene piu’ prezioso, senza diventare estremisti dell’economia domestica si intende, come la raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione del giardino, chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti, limitare il consumo di soft drink o acqua in bottiglietta, e la prossima volta che andro’ in un ristorante o pizzeria in Italia chiedero’ al cameriere una caraffa d’acqua.

Forse il miracolo oggi sarebbe quello di farci davvero capire il valore dell’essenziale, come un bicchiere d’acqua.

 

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