Le cose che non scordi

Non ricordo il mio numero di telefono…. l’ho detto.  Non ricordo il codice di avviamento postale della mia città… e se mi presentano delle persone per la prima volta ho il fantastico dono di dimenticarne il nome nell’arco di pochi femto-secondi. Ho sempre detestato imparare le poesie a memoria o le tabelline, persino i nomi dei cantanti famosi. Apparentemente il mio cervello, consapevole del limitato spazio del suo disco rigido, cerca di conservare solo le informazioni piu’ strettamente necessarie alla vita di tutti i giorni… Almeno cosi mi piacerebbe giustificarmi!

Ma com’è possibile allora che io dopo trent’anni riesca a ricordarmi il numero di telefono del mio compagno di scuola delle elementari, nonchè vicino di casa?? Non l’ho mai chiamato!!! Forse in terza elementare per farmi dare i compiti a casa, che avevo il morbillo. Ma neanche oggi mi sognerei di chiamarlo, non siamo amici. A parte dirgli, “guarda da bambino eri un bulletto da giardino d’infanzia, spero tu sia cresciuto“, non avrei altri argomenti… eppure mi basterebbe alzare la cornetta, comporre il numero senza neanche controllare l’elenco telefonico.

Mi ricordo che Andrea Pazzagli fu portiere dell’Ascoli, ma non ho mai seguito il calcio e nemmeno l’Ascoli! Mi ricordo il giorno in cui la bambina dei vicini che si chiamava Anna, mi insegno’ ad aprire la porta di casa girando la maniglia! (Ero molto piccolo ok?). Ricordo che il giorno che si seppe della tragedia di Chernobyl, mia madre butto nell’immondizia un’intera infornata di cozze ripiene!! Da allora soffro di dipendenza cronica di cozze ripiene grigliate.

Ricordo quando, sempre da bambino, parlavo con un contadino che veniva a prendere l’acqua con il trattore vicino casa mia. Era vecchio, diceva di essere stato emigrante per tanti anni e che scriveva poesie in dialetto, me ne recito’ una e io… che ho dimenticato Il 5 maggio, la donzelletta che vien dalla campagna e gli irti colli, ricordo invece benissimo questa: “So’ iiete all’Australiee e so fatte di soldi, li quatrinee… ma la nostalgie mie era la ventricinee!“.

Di certe persone ricordo la voce, il viso, l’odore o una frase detta di sfuggita, uno scambio di battute brevi, ma non ricordo i loro nomi, non ricordo chi sono, non saprei ritrovarli.

Perchè alcune informazioni, all’apparenza cosi inutili, rimangono impresse indelebilmente nella nostra memoria, mentre altre vagano in un limbo di neurotrasmettitori che funzionano a fasi alterne? Che spettacolo sarebbe se riuscissimo davvero a comprendere il meccanismo con cui il cervello conserva la memoria e formula pensieri!! O forse è meglio non capirsi troppo e lasciare il cervello ricordare ed aggiustare a suo modo i nostri ricordi, senza sforzarsi piu’ di tanto, probabilmente noi non sappiamo perchè alcune cose le ricordiamo ed altre no, ma lui si… almeno spero…. ho voglia di cozze ripiene…

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