Faites l’humeur, pas la guerre

WP_20150107_004La società francese ha risposto al terrore, la società francese è già stata capace di dimostrare ieri, con dignità, rispetto e civiltà, la superiorità di una democrazia partecipata  e universale. Di fronte al disgustoso e brutale uso della violenza di fanatici, che nulla hanno a che vedere con il sentimento religioso, la francia è stata capace di non cadere vittima della paura, di non cedere alla tentazione della violenza. Ci sarà chi nel prossimo futuro approfitterà di questa tragedia per promuovere una cultura d’odio, legittimandosi dietro partiti politici che promuovono la discriminazione. Ma non è stato cosi ieri, di fronte all’orrore.

Sono sceso in piazza con centinaia di altre persone, perchè mi sento parte di questa società, ci vivo, e non è stato un attacco ad un solo Paese ma un attacco alla libertà di espressione e alla dignità dell’uomo. Sono stato profondamente colpito dalla compostezza con la quale la società ha reagito, forte e cosciente della sua identità basata su Libertà, Uguaglianza e Fraternità. Nessuno si è lasciato trasportate da moti di odio e  razzismo, verso una minoranza musulmana francese, che è rispettata e parte integrante di essa. Quando sei forte degli ideali civili in cui credi, non hai bisogno di cedere alla violenza. Questa è stata la miglior risposta che si potesse dare.

Le persone riunite si sono strette per mano girando in circolo. Qualcuno poggiava a terra una candela, altri alzavano in alto una matita, una penna, l’unica arma di democrazia legittima. Molti hanno gridato “Je suis Charlie“, altri “Liberté, Égalité, Fraternité“, “Non au racisme” e infine una delle frasi, che sono convinto, avrebbero apprezzato i giornalisti di Charlie Hebdo, “Faites l’humeur, pas la guerre”.

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2 comments

    1. I am not sure I understood everything, but I guess I got the meaning (thanks google translate).
      It’s sad that each tragedy is transformed today in comedy. I agree that many will manipulate and exploit this sad event, even this journalist which is saying “You are not Charlie” is doing the same. Political parties, associations, televisions will jump on the tragedy in the costant need of visibility, while in the same moment 2000 people are killed in Nigeria and nobody cares.
      However it’s important to distinguish the genuine and civil reaction of so many people which deeply felt the pain, and reacted with dignity.

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