Nepotismo e Corruzione divorano Innovazione e Progresso

nepoismo e corruzioneUn interessantissimo articolo sulla rivista Nature,  mostra lo studio statistico, nei vari paesi europei, della relazione fra il livello di corruzione e innovazione, ricerca, sviluppo e fughe di cervelli.

Questo il link:  http://www.nature.com/news/corruption-good-governance-powers-innovation-1.16927?WT.mc_id=TWT_NatureNews

Potete immaginare la magra figura del nostro bel paese, che come al solito, in compagnia di Grecia, Bulgaria e Romania, copre gli ultimi posti di una indecorosa classifica. Potremmo stare ore a discutere di come, nepotismo e corruzione, siano endemiche in Italia, accusare gerarchie e politici; e poi tornare alla nostra vita, evitando di rilasciare scontrini ed evadendo le tasse. Ma qui stiamo parlando di qualcosa di specifico, di ricerca e sviluppo, di innovazione. E allora da cosa nasce questa piaga purulenta e come estirparla?

Non voglio pensare che tutto sia corruzione in Italia. Che le cariche universitarie si passino di padre in figlio. Non mi piace pensare che per vincere un concorso pubblico si debba lavorare nello stesso posto per dieci anni e riceverlo poi per concessione. Ma se i risultati sono quelli mostrati nelle statistiche di Nature, è evidente che ci sono almeno due problemi. Il primo a livello deontologico, cioè una larga fetta dell’accademia italiana non ritiene la meritocrazia una virtu’! O meglio… ritiene che lavorare sottopagato nello stesso gruppo di ricerca per  anni sia piu’ meritevole di aver conseguito grandi risultati altrove. Il secondo problema è di tipo tecnico, la modalità con cui si svolge un concorso pubblico.

Mi spiego meglio.  Negli altri Paesi, in generale (poi ovviamente ogni Paese ha le sue regole specifiche), per ottenere una posizione accademica,  si presenta un progetto personale. La commissione ti esamina, valuta il tuo curriculum, ti pone domande scottanti, ti mette in crisi.  Poi sceglieranno uno fra i vari candidati presenti.  I candidati interni, cioè quelli che hanno già studiato o lavorato nello stesso istituto, sono esclusi. La ragione è che si vuole favorire innovazione e progresso. Cosa puo’ portarti di nuovo qualcuno, che per anni, ha fatto le stesse cose, nello stesso posto?

In Italia il concorso pubblico si svolge per iscritto (anonimo), su di un argomento specifico, che non è il tuo progetto innovativo. Il tema è sul progetto di cui si occupa da dieci anni il candidato prescelto. Indovinate chi vincerà? Sostanzialmente l’esame viene ritagliato sul profilo del candidato vincente. E sembra anche giusto, perchè, sto povero cristo ha lavorato e sputato sangue per anni per avere quel posto. In fondo siamo tutti figli di mamma, vuoi davvero mandarlo in mezzo alla strada?

Peccato che quel posto, non è fatto per assumere un fornaio, un ciabattino, un operaio specializzato, che sono lavori stupendi ed onorevoli. Ma al ricercatore non sarà richiesta una pagnotta da un chilo, ma innovazione e progresso.  Il panettiere, il ciabattino e l’operaio, chiederanno al ricercatore  nuovi medicinali e tecnologie alternative. Ed è questo il suo dovere.

In sostanza la modalità dell’esame è corrotta dal principio, dallo stesso metodo.  Grande responsabilità è anche dovuta a coloro che assumono e illudono per anni Post-Doc e ricercatori e tempo determinato, con contratti annuali rinnovati di anno in anno, per anni, con la promessa che un giorno sarà il loro turno.

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